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Perché un’esposizione sulle donne nella scienza? Per tanti motivi: il primo, per celebrare la memoria di tante donne straordinarie il cui ricordo è andato svanendo nel tempo o i cui meriti non sono stati riconosciuti. Il secondo, per mostrare alle giovani generazioni, in particolare alle ragazze, che sono libere di disegnare il proprio futuro, lontane dagli stereotipi di genere. Infine il terzo, per dire ad ogni donna: puoi fare cose straordinarie.

Nel 2021, il mondo della scienza è ancora dominato dagli uomini. Basti pensare che nella più che centenaria storia del premio Nobel, solo ventidue donne hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento in ambito scientifico, su un totale di 619 persone premiate. Secondo i dati UNESCO 2019, meno del 30% dei ricercatori nel mondo è donna. L’Italia sta registrando un netto miglioramento negli ultimi anni, con il 37% di donne tra gli iscritti a corsi universitari nelle discipline cosiddette STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), mantenendosi sopra la media europea del 32%. I dati parlano di un incremento costante: secondo quanto pubblicato nel 2019 dall’Osservatorio Talents Venture, il 17,7% delle ragazze risultavano iscritte a corsi di laurea in queste discipline in Italia, cifra che sale al 19,2% per il Sud. Questi numeri da record per il nostro Paese, mostrano tuttavia quanto la strada sia ancora in salita: solo il 5% delle quindicenni italiane aspira a intraprendere professioni tecniche o scientifiche. Le prospettive di carriera poi non sono delle migliori: nonostante le studentesse si laureino prima e con voti più alti, a cinque anni dalla fine degli studi il loro tasso di occupazione è dell’85% contro il 92% degli uomini, con uno stipendio medio più basso del 25% rispetto ai loro colleghi maschi.

L’effetto Matilda

Anche quando le donne si sono distinte per i loro meriti nel passato, sono state spesso dimenticate o, peggio, i loro meriti sono stati attribuiti a degli uomini. È il cosiddetto “effetto Matilda”, osservato per la prima volta dall’attivista americana per i diritti delle donne Matilda Joslyn Gage e teorizzato negli anni ’90 dalla storica della scienza Margaret W. Rossiter. Molte delle donne che incontreremo in questa esposizione, da Trotula di Salerno a Rosalind Franklin, da Lise Meitner a Hertha Ayrton hanno subito le conseguenze di questo effetto: i loro nomi sono finiti nel “dimenticatoio”, mentre le loro scoperte hanno valso prestigiosi premi ai loro colleghi. Oltre a rappresentare un’ingiustizia, questo effetto rafforza l’idea che la scienza non sia “roba da donne”, facendo crescere le nuove generazioni con questa convinzione e alimentando così un circolo vizioso che non ci consente di avere già oggi piena uguaglianza in questo settore.

Dare l’esempio: l’importanza dei role models

Per trovare l’origine di queste disparità, bisogna lavorare sull’immaginazione. Un esperimento condotto in Canada e Nord America a cavallo tra anni ’60 e ’70 dal sociologo David Chambers, ci spiega l’importanza del “dare l’esempio”. Il ricercatore chiese a 4.807 bambini delle scuole elementari di disegnare uno scienziato: solo 28 di loro, tutte bambine, disegnarono una donna. Con il tempo, questa proporzione è cresciuta costantemente, fino ad arrivare ad un 28% di scienziate rappresentate. Un’indagine condotta da Microsoft a livello europeo e pubblicata nel 2018 mostra che il 52% delle ragazze tra gli 11 e i 30 anni che hanno avuto accesso ad esempi a cui ispirarsi è interessato a lavori nelle STEM, contro il 32% delle donne che non hanno avuto role models da cui prendere spunto.

Questa esposizione presenta le storie di 25 scienziate straordinarie, talvolta sconosciute o dimenticate, per farvi scoprire la loro passione, ispirarvi e soprattutto dare l’esempio alle generazioni future, perché scelgano liberamente chi diventare, senza più il peso di inutili stereotipi e pregiudizi. Troverete storie di amicizia, a volte pettegolezzi, connessioni tra scienziate vissute in epoche diverse: perché la scienza è questo, legame e comunità, per tutti e tutte.

Come portarla avanti in tempi di Covid-19?

Con strumenti digitali innovativi professionisti in grado di comprendere le tue problematiche e aiutarti a risolverle. È il caso di Eleonora Mazzieri che mi ha aiutata ad allestire la mostra, il vernissage e le successive presentazioni su spatial.chat, una piattaforma interattiva dalle grandi potenzialità, facilmente adattabile a diverse esigenze.

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Copyright di tutte le immagini dell’esposizione: Roberta Zambelli, All rights reserved. È vietata la riproduzione, diffusione, modifica del materiale senza il consenso esplicito dell’autrice.

Lista completa delle scienziate dell’esposizione: Hedy Lamarr, Marie Curie, Wang Zhenyi, Mary Anning, Emily Warren Roebling, Sau Lan Wu, Ada Lovelace, Chien Shiung Wu, Maria Gaetana Agnesi, Sylvia Earle, Katherine Kohnson, Lise Meitner, Beatrice “Tilly” Shilling, Rita Levi Montalcini, Ipazia d’Alessandria, Janaki Ammal, Grace Hopper, Rosalind Franklin, Margaret Hamilton, Trotula de Ruggiero, Mariam al-Asturlabi, Nergis Mavalvala, Gladys West, Margherita Hack, Hertha Ayrton.